CCSVI, Ferro e Radicali liberi

Nei sistemi biologici il ferro è un catalizzatore particolarmente importante nella produzione dei ROS (Radicali Liberi).

I Radicali Liberi sono molecole estremamente velenose e pericolose che, se prodotte in grandi quantità, possono danneggiare tutte le cellule del nostro corpo: le loro proteine, il DNA e le loro membrane.

I Radicali Liberi non sono soltanto dannosi, in quanto, nelle giuste quantità hanno anche una funzione benefica, proteggendoci dai virus, batteri o altri agenti patogeni: sono talmente “velenosi” che, quando un aggressore riesce a penetrare nel nostro corpo, questi Radicali Liberi immediatamente intervengono distruggendo l’invasore, annientandolo con la loro tossicità.

I Radicali Liberi in un individuo sano sono presenti in quantità costanti, mantenute tali da una squadra di agenti anti-ossidanti (Anti-Radicali Liberi) che intervengono neutralizzando i Radicali Liberi in eccesso.

Il ferro è un elemento fondamentale. Il suo eccesso e’ comunque responsabile di una delle patologie da radicali liberi piu’ pericolosa: la produzione di radicali perossidati delle membrane cellulari (lipoperossidazione).

Il meccanismo attraverso il quale l’eccesso di ferro promuove la formazione dei radicali perossidati va sotto il nome di reazione di Fenton:

Fe2+ + H2O2 -> Fe3++ OH + OH

E’ da ricordare che il cervello e’ il tessuto a maggiore contenuto lipidico di tutto l’organismo.

Sostanze lipidiche sono del resto in tutte le cellule del corpo, ed infatti sono contenute nella struttura a due strati (bipolare) di tutte le membrane cellulari.

In questa membrana sono contenuti: trigliceridi, colesterolo, selenio e vitamina E.

Queste sono tutte sostanze di difesa, i nostri sacchetti di sabbia in prima linea.
Livelli estremamente bassi di colesterolo (al di sotto dei 150) e di trigliceridi, carenza di selenio e di vitamina E permette ai radicali perossidati di raggiungere strutture vitali come il DNA e i mitocondri, creando cosi danni a volte irreversibili.

Le emoglobinopatie in cui l’eccesso di emolisi libera il ferro e lo mette in circolazione in grandi quantita’,sono condizioni in cui questi livelli di ferro possono scatenare processi accelerati di ossidazione a catena.

Anche queste patologie genetiche si possono comunque modulare con l’utilizzazione degli antiossidanti e di una terapia che si chiama terapia chelante.