Il Cibo e le Emozioni

A prima vista può sembrare esagerato affermare che i cibi influenzano il nostro modo di agire, di comportarci e di vivere, ma è proprio così!

Il nostro cervello e’ un organo molto complesso, con molte funzioni , contenente miliardi di cellule, che comunicano tra loro e funzionano ad impulsi elettrochimici.

Una biochimica sana e naturale produce un funzionamento del cervello sicuro, integrato mentre invece una biochimica in cattivo stato disturba il funzionamento sia del sistema nervoso che il comportamento.

Il cibo di cui ci nutriamo influenza e determina la nostra composizione biochimica. Quando la nostra dieta e’ sbilanciata, squilibrata, innaturale, il funzionamento del cervello e’ disturbato.

Ne segue un disordine mentale e fisico, che si esprime nell’agire in un modo e nel pensare in un altro, nell’avere delle idee non in armonia con i modelli istintivi ed i ritmi biologici., delle prospettive limitate, uno scarso autocontrollo.

Il risultato finale e’ lo stesso, la diminuzione delle prestazioni e del piacere, sentimenti di depressione, ansia, paura (nevrosi) e qualche volta, un senso di disorientamento e di smarrimento (psicosi).
La Neurodietologia, la scienza che si occupa delle connessioni tra cibo, mente e psiche, ha confermato da tempo che il menù quotidiano influenza i comportamenti e le emozioni.

Dunque a ciascuno la sua dieta perché ognuno ha la propria anima da rinnovare e un corpo da tenere in salute, a partire dal cervello.

Il nostro organismo pensante e’ infatti un divoratore di nutrienti, si ricarica con l’ossigeno e mantiene un’ottima forma con un regime alimentare ad Hoc.
Un chiaro esempio di tutto questo e’ la duplice funzione di vitamine., aminoacidi, etc. Da una parte nutrono il nostro corpo mentre dall’altra la nostra psiche.
Tra gli aminoacidi, costituenti essenziali delle proteine che fabbricano alcune strutture ex novo oppure rinnovano quelle da sostituire sono il Triptofano e la Tirosina che agevolano la comunicazione tra le cellule celebrali (neurotrasmettitori).

Il Triptofano e la Tirosina infatti agiscono sulla sintesi della serotonina (ormone), incrementando padronanza di sé , concentrazione e memoria.
L’acido glutammico, invece, apporta vivacità di idee e chiarezza di pensiero.

Per fare il pieno dei tre aminoacidi basta mangiare semi oleosi , fagioli, cavolfiori , patate, cereali, integrali , uova, latticini, latte di soia, tofu e polline.
A chi difetta di colina, fornita dagli alimenti sotto forma di lecitina (uova, soia, germe di grano), la memoria giocherà brutti scherzi.

Per potenziare gli effetti della lecitina si useranno erbe come la stella di sera, l’iperico, l’erba medica, il ginseng, l’eleutorococco oppure le gemme di betulla verrucosa.
La perdita di memoria può indicare la carenza di vitamine e sali minerali.

Vitamina B (lievito di birra, cereali integrali, verdure crude, polline).

Vitamina C (polline, rosa canina, agrumi, pomodoro, ortaggi e insalate crude, frutta acidula).

Vitamina E (ortaggi verdi, olio extravergine di oliva e di semi , polline).

E tra minerali nella dieta, zinco, selenio, ferro, fosforo, magnesio e iodio (polline, cereali integrali, legumi, alghe, ortaggi e frutta).

Guai poi a non fornire l’energia necessaria ai circuiti elettrici celebrali: il glucosio e’ un carburante d’eccezione da cui attingere ogni giorno (cereali, legumi, miele, polline, ecc.)