Diagnosi Intolleranze Alimentari: metodi a confronto

scritto da Dott.ssa Pispisa

13 Dic 2010

Test Citotossico

Si basa sul contatto, su un vetrino, fra un alimento e una goccia del sangue del paziente.

Se l’alimento inpaccato sul vetrino è mal tollerato, i globuli bianchi del sangue subiscono delle modificazioni che vengono visualizzate al microscopio e classificate con 4 diversi gradi di intolleranza.

LIMITI:

Scarsa ripetibilità.

Soggettività dell’analisi (il risultato del test è strettamente legato all’esperienza e alla bravura dell’operatore).

Influenza dell’ambiente sul pH, temperatura e osmolarità del sangue.

Tempi di incubazione del sangue con i diversi allergeni non standardizzati.

Da qualche anno il Test Citotossico è stato automatizzato, risolvendo il problema della standardizzazione ma ancora questo esame non è stato accettato dalla comunità scientifica.

TEST DRIA

E’ un test kinesiologico: si mette il paziente a contatto con ciascun alimento, e immediatamente dopo si misura la forza contrattile del muscolo quadricipite.

Una diminuzione della forza contrattile, valutata in %, corrisponde a una cattiva tolleranza all’alimento in questione.

LIMITI:

Scarsa ripetibilità

Il paziente dopo aver testato alcuni alimenti, si stanca, per cui la diminuzione della forza esercitata non dipende da un’intolleranza all’alimento, bensì da una stanchezza in seguito ad uno sforzo ripetuto.

Inoltre spesso le intolleranze non si manifestano subito dopo il contatto con l’alimento, ma anche dopo 48-72 ore.

TEST EAV

E’ un test elettrico che misura una microcorrente elettrica lungo i meridiani di agopuntura, grazie ad elettrodi posti sulla cute.

Si basa sul principio secondo cui il potenziale elettrico cellulare subisce una variazione dopo uno stimolo allergenico.

LIMITI:

Scarsissima ripetibilità.

Non è stato ancora dimostrato scientificamente che uno stimolo allergenico modifichi il potenziale di membrana.

TEST IMMUNOENZIMATICI

Si basano sulla metodica ELISA (Enzyme Linked Immunoabsorbent Assay): il siero del paziente viene messo a contatto con le proteine di un particolare alimento, se nel siero ci sono IgG prodotte contro quell’alimento, allora si legheranno ad esso, formando un complesso che sarà rilevato con l’aggiunta di un colorante specifico.

L’intensità della colorazione sarà direttamente proporzionale alla quantità di IgG specifiche presenti nel siero.

VANTAGGI

Questo test risulta fra i più affidabili perché:

Si basa sulla metodica ELISA ampiamente collaudata per la diagnosi di varie patologie (infettive, autoimmuni, ematologiche…) e assolutamente accettata dalla comunità scientifica.

E’ un esame standardizzato

E’ ripetibile

La produzione di anticorpi IgG nelle intolleranze alimentari è stata dimostrata (Volpi e Maccari, 2009; Atkinson et al. 2004; Bernardi et al. 2008; Hofman 1995; Whorwell et al. 2004)