F.I.T. 46, Test Intolleranze per 46 Alimenti

scritto da Dott.ssa Pispisa

26 Gen 2011

Dal 1 gennaio 2011 presso lo studio della Dott.ssa Stefania Pispisa si esegue il nuovo test di intolleranze alimentari, il F.I.T. 46.

Il F.I.T. 46 (Food Intolerance Test) valuta l’eventuale reazione di intolleranza a 46 alimenti.

La particolarità di questo esame risiede nel fatto che utilizza la metodica ELISA, metodica di laboratorio riconosciuta e accreditata dal Ministero della Salute che permette la determinazione di reazioni avverse ad antigeni alimentari mediate da IgG.

Tale metodica rende il F.I.T. 46 un esame preciso, attendibile, rigoroso e ripetibile.

Test Intolleranze FIT46

Fino ad oggi per la diagnosi delle intolleranze verso gli alimenti sono state utilizzate altre tecniche (test Citotossico, Alcatest, Dria test, Vega test, E.A.V. ecc..).

Tuttavia, queste metodiche sono state sempre screditate dalla comunità scientifica (Herman PM E Drost LM, 2004; Wüthrich B, 2005) e considerate potenzialmente pericolose se impiegate per la diagnosi delle intolleranze alimentari.

Al contrario, diversi studi pubblicati su riviste internazionali accreditate (Rowntree S et al., 1985; Okahata H et al., 1990; Calkhoven PG et al., 1991; Eysink PE et al., 1999; Eysink PE et al., 2002; Vance GH et al., 2004) hanno evidenziato una correlazione fra processi allergici mediati da IgG verso alimenti e lo sviluppo di processi allergici di natura diversa, come ad esempio l’asma, rinite allergica, allergie a proteine animali.

Il motivo dell’aumento di IgG plasmatiche verso proteine alimentari in soggetti potenzialmente allergici è dovuto ad iperattività del sistema immunitario delle mucose, oppure ad un incremento della permeabilità delle mucose intestinali stesse alle macromolecole proteiche alimentari.

L’aumento di IgG plasmatiche verso specifici antigeni alimentari in assenza ancora di manifestazioni allergiche conclamate ma in presenza di una sintomatologia non specifica, può essere utilizzato come uno strumento predittivo e utile nel correggere in maniera mirata ed accurata il regime alimentare.

Altre ricerche scientifiche sono state in grado di correlare un aumento delle IgG plasmatiche verso proteine alimentari con seri problemi gastrointestinali (Atkinson W. et al., 2004).

In questi studi si è rilevato che l’aumento di IgG plasmatiche verso alimenti come carni, uova, latte, lievito, patate, frumento, ecc. è associato con lo sviluppo di una sindrome da intestino irritabile e gravi problemi gastrointestinali.

Anche in questo caso, la determinazione quantitativa delle IgG plasmatiche specifiche verso allergeni alimentari può essere utilizzato come strumento diagnostico e predittivo dello sviluppo di patologie intestinali e allergie alimentari.

Un altro vantaggio del F.I.T. 46 è che può essere effettuato su sangue capillare, cioè basta una piccola puntura sul polpastrello del dito della mano.