Alimentazione ayurvedica

scritto da Dott.ssa Pispisa

11 Gen 2011

L’Ayurveda è una scienza medica sacra indiana.

Le origini storiche dell’ayurveda si perdono indietro nei secoli.

Si tende a datare infatti le origini storiche dell’ayurveda a ritroso fino a 6000 anni fa

Secondo l’Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale, lo stato di benessere o malattia dell’individuo.

Ogni dosha è composto da due elementi  ed ha determinate qualità che li caratterizzano.

Simboli Dosha

I tre dosha sono:
Vata (forza di eliminazione)

composto da spazio e aria, è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna..). Le sue qualità sono: freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidezza e fluidità. La sua sede principale è ilcolon.

Pitta (forza di combustione)

composto da fuoco e acqua, è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo) che mentale (elaborazione delle emozioni). Le sue qualità sono: caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l’intestino tenue.

Kapha (forza di assimilazione)

composto da acqua e terra, è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. Le sue qualità sono: freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità.

I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare.

Secondo l’ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha; per guarire bisogna trovare i rimedi atti a ristabilire l’equilibrio perso.

LE PERSONALITA’ AYURVEDICHE

Secondo l’Ayurveda anche la fisionomia degli essere umani viene distinta secondo le 3 costituzioni dosha: pitta, vata, e kapha, ognuna delle quali prevede determinate caratteristiche fisiche e psicofisiche e per le quali è studiata anche un’apposita alimentazione.

INDIVIDUO PITTA: generalizzando e approssimando alquanto, possiamo dire che l’individuo Pitta di solito ha i capelli chiari, è di costituzione media, è intelligente, determinato, organizzato, coraggioso e tende alla leadersheap.

Può soffrire di ulcera, acne e emorroidi e spesso è soggetto ad attacchi di collera e a scatti di aggressività.

INDIVIDUO VATA: la persona Vata è snella, ha la pelle secca, è attiva, vivace, creativa e flessibile.

Può soffrire di insonnia, disturbi nervosi, problemi digestivi e stati d’ansia.

INDIVIDUO KAPHA: la persona Kapha ha una struttura ossea pesante e un corpo forte, ha un carattere calmo e rilassato, ama dormire ed è piuttosto avaro e geloso.

I problemi che di solito affliggono l’individuo Kapha sono il sovrappeso, l’obesità la pigrizia, le allergie, l’ipercolesterolemia, la depressione e la difficoltà ad accettare i cambiamenti.

ALIMENTAZIONE AYURVEDICA

L’ayurveda non  prescrive diete, ma consiglia di mangiare di tutto, con un occhio alla costituzione dosha e con una particolare attenzione ai sapori.

Secondo l’Ayurveda ogni sapore ha un suo effetto sull’organismo.

SAPORE DOLCE: stimola il pancreas, è calmante del carattere e dell’appetito (frutta, lattosio, zucchero di canna, miele, cereali, patate, gli oli e i grassi).

SAPORE ACIDO: stimola le ghiandole gastriche, stimola la secrezione salivare e favorisce il senso di soddisfazione (agrumi, frutti di bosco, fragole, prugne, pomodori, spinaci, vino, yogurt).

SAPORE PICCANTE: stimola il metabolismo, riscalda e purifica (aglio, peperoncino, pepe, cipolle, rafano, ravanelli, prezzemolo, menta, zenzero)

SAPORE SALATO: stimola l’appetito (frutti di mare).

SAPORE AMARO: purifica e depura, stimola il fegato e la cistifellea (melanzane, cicoria, catalogna, invidia, scarola, pompelmi, rabarbaro, cetrioli, tutte le verdure a foglia scura).

SAPORE ASTRINGENTE: sedativo delle mucose, prosciugante e astringente (legumi, finocchi, carciofi, mele, pere, mirtilli, salvia, rosmarino, curcuma) .

LE TRE COSTITUZIONI DOSHA (VATA, PITTA E KAPHA) E IL CIBO

Per quanto riguarda il legame che c’è il cibo e la tipologia dosha, per l’Ayurveda l’individuo di costituzione Vata non ha mai problemi di sovrappeso, perché è snello, perde facilmente peso, quando è sotto stress non mangia e salta i pasti senza problemi.

Neppure i tipi pitta (di solito di peso normale) hanno una particolare tendenza a ingrassare, anche se a volte sono preda di attacchi di fame, spesso conseguenza di arrabbiature.

Il tipo invece che deve tenere davvero d’occhio la tavola è kapha. Ha una costituzione robusta, ingrassa facilmente sia perché mangia troppo, si butta sul cibo sotto stress, sia perché non elimina facilmente scorie e tossine.

DIMAGRIRE CON L’AYURVEDA

Per dimagrire, secondo la teoria ayurvedica, occorre limitare drasticamente i cibi di sapore dolce e salato, che aumentano kapha, e privilegiare i sapori piccanti, amari e astringenti.

Questi infatti sono in grado di ridurre l’energia di tipo kapha che favorisce gli accumuli di grasso e la cellulite edematosa, con presenza di gonfiori dovuti al ristagno di liquidi nei tessuti.

Gli alimenti piccanti sono molto utili per dimagrire: fanno bruciare di più e accelerano l’eliminazione delle sostanze residue.

Chi è soprappeso, infatti, ha in genere un metabolismo lento, per cui anche limitando a perdere i chili di troppo.

In sanscrito, l’antica lingua indiana, il metabolismo è chiamato agni, cioè il fuoco.

Agni ha sede nello stomaco e coincide con la capacità digestiva: se questa è buona il cibo si trasforma velocemente e nel corpo restano meno tossine.

Le spezie e le bevande calde mantengono acceso agni.

Per questo l’ayurveda suggerisce di condire sempre i cibi con spezie, radici e semi e accompagnare i pasti con bevande tiepide, perché quelle fredde rallentano la digestione e aumentano kapha favorendo il soprappeso.

Peperoncino, noce moscata e pepe nero, per esempio, sono spezie piccanti che stimolano il metabolismo e favoriscono l’eliminazione di tossine.

Salvia e rosmarino eliminano i liquidi in eccesso.

Tutte le spezie combattono la formazione di gas intestinali.

ALIMENTAZIONE VATA, PITTA E KAPHA

L’Ayurveda propone un’alimentazione specifica per ogni Dosha.

ALIMENTAZIONE ADATTA AD UNA COSTITUZIONE VATA

Gusti adatti: dolce, aspro, salato – cibi caldi.

Gusti non adatti: pungente, astringente, amaro – cibi freddi

ALIMENTAZIONE ADATTA AD UNA COSTITUZIONE PITTA

Gusti adatti: dolce, amaro, astringente – cibi freschi.

Gusti non adatti: pungente, aspro, salato – cibi caldi

ALIMENTAZIONE ADATTA AD UNA COSTITUZIONE KAPHA

Gusti adatti: amaro, pungente, astringente – cibi leggeri

Gusti non adatti: dolce, aspro, salato – cibi fritti

IL MASSAGGIO AYURVEDICO

Il massaggio ayurvedico è una tecnica la cui sostanza è sacra.

Non si tratta solo di tonificare i muscoli o di drenare la linfa; si tratta anche di trasformare le energie compresse e di consentire al corpo, sia fisico, sia energetico, di ristrutturarsi permettendogli di ritrovare la sua integrità e spiritualità.

Per il massaggio ayurvedico vengono utilizzate diverse manualità specifiche a seconda della costituzione della persona (Vata – Pitta – Kapha) o in base alle necessità di ognuno.

E’ ormai riconosciuto come uno stile di massaggio tra i più significativi, per la profondità della filosofia     che lo accompagna e per la varietà delle tecniche possibili.

Il massaggio ayurvedico agisce su tre piani: sul piano fisico (rilassa il corpo, migliora l’elasticità dei muscoli, migliora la flessibilità della colonna vertebrale e delle articolazioni, stimola la circolazione sanguigna e linfatica, nutre, tonifica e rassoda la pelle), sul piano psichico (toglie lo stress, riappacifica la mente, la calma, la distende) e sul piano spirituale …

E’ senz’altro di aiuto sul piano fisico per i muscoli e le tensioni nervose, ma fatto nel modo corretto può progressivamente riportare ad una dimensione di noi che normalmente è dimenticata.

Il massaggio ayurvedico è avvolgente, rincuorante, ristrutturante; ridona forza ed energia, recupera le funzioni vitali; è una pratica sacra, e come tale può donare moltissimo.

Con il massaggio ayurvedico è possibile progressivamente riprendere contatto con la parte più profonda di se stessi, con la propria anima. E’ per questo che il massaggio ayurvedico viene anche chiamato “il massaggio dell’Anima”.

Le manualità e gli oli da utilizzare si possono dividere nella seguente modalità:

Vata

Per le persone che appartengono a questa tipologia, i movimenti sono circolari, profondi ma gentili per rilassare la muscolatura e calmare la mente, curando gli squilibri emozionali. Si usa l’olio di sesamo caldo che ha un’azione calmante. Vata ama il caldo e apprezza il bagno di vapore (Swedana): la persona si stende su un lettino speciale da cui fuoriesce vapore e viene coperta, tranne la testa, da un telo. Questo trattamento riscalda, purifica la pelle e stimola la circolazione. Per potenziale questi effetti si aggiungono nell’acqua oli essenziali ad azione purificante e rilassante o si ricopre il corpo con un fango di erbe, che allieva i dolori e de contrae i muscoli.

Pitta

Sulle persone di questa tipologia, il massaggio, viene fatto con movimenti lenti, ha effetto calmante e rilassante anche per mente. Gli oli essenziali e le piante usate sono rinfrescanti e drenanti: menta, finocchio, anice, sandalo. Un altro trattamento consigliato è l’oleazione del capo (Shirodara), che consiste nel far colare sulla fronte della persona olio di sesamo tiepido, mischiato a essenze calmanti. Già dopo pochi minuti le tensioni si allentano. L’oliazione è utile per curare insonnia e ansia.

Kapha

Ha bisogno di un massaggio vigoroso per stimolare il metabolismo pigro e accelerare l’eliminazione delle tossine attraverso il sistema linfatico. I movimenti sono veloci e la quantità di olio usata è minima. Si usano erbe e oli essenziali con effetto diuretico, tonificante e astringente, come cannella, cardamomo, zenzero. Il massaggio è utile contro ritenzione idrica e per chi si sente debole. Una tecnica prevede l’uso di spezie e polveri sparse sul corpo e fatte penetrare con un massaggio energetico (Udvartana).